Società dei Naturalisti e Matematici di Modena

Associazione culturale, democratica, apartitica, non lucrativa

Il 27 aprile 2019, durante la Fiera Campionaria di Modena, nella Sala dei 400 del Quartiere fieristico, alla presenza del Sindaco di Modena Giancarlo Muzzarelli, del Presidente della Provincia di Modena Gian Domenico Tomei e dell’Assessore alle Attività produttive e al Turismo Ludovica Carla Ferrari, si è svolta la 15a edizione del Premio “Fedeltà e Solidarietà”, istituito dall’Unione Società Centenarie Modenesi per riconoscere l’apporto e il contributo fornito dai Soci delle Centenarie alla crescita e allo sviluppo dell’associazionismo a Modena. Fra i premiati anche il nostro ex-presidente Prof. Gilberto Coppi (terzo da dx nella foto), riconosciuto sostenitore attivo e propositivo dell’Unione e figura di riferimento per il volontariato modenese.

L’Assemblea Generale dei Soci della Società dei Naturalisti e Matematici di Modena è indetta in prima convocazione alle ore 7:00 del giorno 14 dicembre 2018 e in seconda convocazione alle ore 16:00 del giorno 14 dicembre 2018 presso l’aula II del Rettorato dell’Università di Modena e Reggio Emilia, Via Università 4, Modena.

Scarica la lettera di convocazione con l’ordine del giorno

A cura del Museo di Zoologia e Anatomia Comparata dell’Università di Modena e Reggio Emilia e con il patrocinio della Società dei Naturalisti e Matematici di Modena, si tiene nel castello di Sestola una mostra sulla biodiversità.

Scarica la locandina

Scuola estiva patrocinata dalla Società:
“Dalla Pianta Aromatica all’Olio Essenziale: coltivazione, distillazione e impieghi – Fanano, 3-7 settembre 2018”
Vedi modulo di iscrizione in allegato.

Pieghevole Summer School Fanano

Locandina Summer School Fanano

Gita a Padova e a Battaglia Terme: sabato 9 giugno 2018

Programma:

Partenza da Modena (piazzale CUS) all’incirca ore 8:00, visita all’Orto Botanico di Padova e a Palazzo Bo (se rimane tempo), segue il pranzo in città e durante il viaggio di ritorno sosta e visita al Castello del Catajo di Battaglia Terme (PD).

SE INTERESSATI INVIARE MAIL DI ADESIONE AL PIÙ PRESTO ALL’INDIRIZZO socnatmatmo@unimore.it. In funzione del numero di partecipanti sarà richiesta la quota di partecipazione.

Festa dell’Estate: venerdì 29 giugno 2018, Vignola

Programma:

Ritrovo al Castello di Vignola alle ore 17:00. Visita guidata da Giulia Squadrini.

Cena al ristorante “Old River” di Vignola, all’interno delle mura castellane.

SE INTERESSATI INVIARE MAIL DI ADESIONE AL PIÙ PRESTO ALL’INDIRIZZO socnatmatmo@unimore.it

 

Rassegna “Estate modenese 2018” in collaborazione con Comune di Modena

Scarica il programma in versione PDF

21 giugno 2018 ore 18:00: “Le vie dell’acqua”

Modena è sempre stata una vera città d’acqua. Dell’esistenza e del percorso dei canali di Modena resta traccia nel nome di alcune vie cittadine: Via Canalino, Corso Canalchiaro, Via Fonte d’Abisso, Corso  Ganalgrande. I canali erano formati dalle acque del Secchia, del Panaro o da acque sorgive: tutti confluivano nella cosiddetta “casa delle acque”, un bacino che si trova sotto il Palazzo Ducale Estense e formavano il canale Naviglio, il più grande e lungo di tutti, navigabile fino al Po.

luogo di partenza: Ingresso giardini ducali lato Corso Vittorio Emanuele II
a cura di : Milena Bertacchini

28 giugno 2018 ore 18:00: “Gli alberi della nostra città”

Partendo dall’Orto Botanico, la guida naturalistica della Società dei Naturalisti e Matematici di Modena inizierà un percorso alla ricerca degli alberi della città, descrivendone sia gli aspetti botanici che culturali, legati alla tradizione popolare e alle leggende.

luogo di partenza: Orto Botanico
a cura di : Giovanna Barbieri

5 luglio ore 17:30: “Il verde storico della nostra città”

Partendo dai giardini ducali, si seguirà un percorso alla scoperta del verde e delle piante secolari, “testimoni” di eventi e memorie rilevanti dal punto di vista storico e documentario, inserite in particolari complessi
architettonici , religiosi e civili.

luogo di partenza: Giardini ducali
a cura di : Giulia Squadrini

12 luglio 2018, ore 18:00: “Quando a Modena c’erano le mura. Percorso di visita attraverso la città scomparsa”

Modena nel Medioevo, come tutte le città, era protetta da fossati e da mura, anche se solo con la costruzione della Cittadella nella prima metà del XVII secolo, si può parlare di una Modena fortificata. Nel 1860 avevano perso il loro ruolo militare, e, divenute semplicemente luogo di passeggio per i Modenesi, vennero abbattute. Una guida narrerà di queste antiche fortificazioni e ripercorreremo insieme il loro perimetro.

luogo di partenza: Teatro Storchi
a cura di : Elena Corradini

19 luglio ore 18:00: “Pietra su Pietra”

Andremo alla scoperta delle pietre ornamentali dei monumenti del sito UNESCO per conoscerne le caratteristiche, la storia, la provenienza geografica e il significato della loro presenza nel contesto urbano.

luogo di partenza: Largo S. Eufemia
a cura di : Stefano Lugli

Modulo iscrizione Summer School Fanano

La Società dei Naturalisti e Matematici di Modena partecipa anche quest’anno a UNIMORE Orienta con una sua postazione nel padiglione C, Corner “Cultura” del quartiere fieristico di Modena Fiere. UNIMORE Orienta rappresenta una delle tante iniziative di orientamento che l’Università di Modena e Reggio Emilia dedica a coloro che, in procinto di completare gli studi superiori, intendono continuare il proprio iter formativo all’Università.

L’undicesima edizione di Unimore Orienta quest’anno si svolgerà il 9 Marzo 2018 presso i locali di Modena Fiere dalle 8:30 alle 16:00.

Domenica pomeriggio 11 febbraio dalle h 15 alle 19 il Museo di Zoologia e Anatomia Comparata, presso il Palazzo del Rettorato in Via Università 4, effettuerà un’apertura straordinaria con numerosi eventi in occasione del Darwin Day, la giornata internazionale organizzata per ricordare la nascita di Darwin il 12 febbraio 1809.
Due conferenze, introdotte dalla direttrice del Polo Museale prof. Elena Corradini insieme con la prof. Stefania Benvenuti, presidente della Società Naturalisti e Matematici di Modena, saranno tenute dalla prof. Maresa Bertolo del Politecnico di Milano e dal dr. Andrea Cau dell’Università di Bologna. Per tutto il pomeriggio verranno effettuati numerosi e diversi laboratori per ragazzi e verrà proiettato il CD multimediale “Darwin, Modena e 200 anni di evoluzione” realizzato in occasione del bicentenario della nascita di Darwin e dei 150 anni della pubblicazione dell’opera “The Origin of Species” (1859) a cura della Società dei Naturalisti e Matematici di Modena. L’iniziativa è gratuita e aperta al pubblico.

La rivista “Journal of Experimental Biology” ha recentemente pubblicato un importante lavoro scientifico frutto degli studi condotti presso il laboratorio di Zoologia Evoluzionistica da un gruppo di ricercatori Unimore – soci della Società dei Naturalisti e Matematici di Modena – coordinato dalla prof.ssa Lorena Rebecchi, comprendente anche il prof. Roberto Guidetti, la borsista dott.ssa Ilaria Giovannini del Dipartimento di Scienze della Vita e la prof.ssa Tiziana Altiero del Dipartimento di Educazione e Scienze Umane.
Lo studio ha cercato di dare una risposta alla possibilità di sopravvivenza ai cambiamenti climatici dei tardigradi antartici (Fig. 1). I dati raccolti e pubblicati dai ricercatori modenesi hanno consentito di evidenziare come i tardigradi abbiano una buona resistenza ai cambiamenti climatici, ma l’effetto combinato degli stress potrebbe causare una riduzione delle popolazioni se questi cambiamenti fossero molto elevati e di lungo periodo.
“Tuttavia, supponendo che i cambiamenti climatici globali procedano gradualmente, i tardigradi – fanno sapere i ricercatori Unimore – così come molti altri organismi antartici, potrebbero avere il tempo e la
capacità di adattarsi alle nuove condizioni ambientali, sempre che l’ambiente circostante non si trasformi così radicalmente da non riuscire più a mantenere l’habitat adatto per la loro sopravvivenza”.

Fig. 1 – Esemplare di tardigrado (Hypsibius dujardini).

Lo spunto per lo studio dei ricercatori Unimore è partita dal presupposto che i cambiamenti climatici, quali aumento della temperatura e delle radiazioni UV, hanno un impatto notevole sugli ecosistemi, soprattutto
su quelli antartici che sono sensibili anche a piccole variazioni delle condizioni ambientali. In ambienti estremi quali quelli antartici, i tardigradi sono assai diffusi e abbondanti. Questi animali, detti anche orsetti d’acqua per il loro aspetto pacioso, sono microscopici (< 1 mm), hanno otto zampe con le quali si muovono su muschi e licheni di cui si nutrono attraverso due stiletti appuntiti che escono dalla bocca. I tardigradi riescono a vivere alle basse temperature dell’Antartide, che possono scendere fino a -60 °C, grazie alla loro capacità di congelarsi o seccarsi insieme al substrato in cui vivono per poi tornare attivi quando le
condizioni ambientali ritornano idonee. Quando sono secchi, il loro metabolismo è sospeso e in questo stato fisiologico, detto anidrobiotico, sono in grado di resistere a temperature più elevate di quella di ebollizione
dell’acqua, a temperature vicine allo zero assoluto (-253 °C), a forti radiazioni ionizzanti, al vuoto assoluto e a pressioni inimmaginabili. Ma quando questi animali sono attivi, non sono secchi, qual è la loro capacità di resistenza? Riusciranno a sopportare il riscaldamento del loro ambiente e l’aumento delle radiazioni UV dovute al buco dell’ozono presente sull’Antartide?

Per rispondere a queste domande i ricercatori del laboratorio di Zoologia Evoluzionistica del Dipartimento di Scienze della Vita di Unimore, hanno esposto in laboratorio animali attivi e animali secchi della specie
Acutuncus antarcticus, raccolti in Antartide e allevati a Modena, a temperatura e radiazioni ultraviolette elevate. La specie oggetto di studio è composta da sole femmine che si riproducono per partenogenesi (le uova cioè si sviluppano senza essere fecondate). I ricercatori hanno prima sottoposto gli animali e le loro uova ai singoli stress e poi a stress combinati (alta temperatura + UV). Da questi esperimenti è emerso che gli animali sopravvivono bene ai singoli stress, ma gli stress combinati hanno un’azione sinergica negativa riducendo leggermente la sopravvivenza.
Sorprendentemente quando gli animali secchisono sottoposti ad entrambi gli stress, come avviene in natura, la loro sopravvivenza cala più di quella degli animali in stato attivo. “Probabilmente – spiegano i ricercatori Unimore – a causa del fatto che quando sono attivi riescono a riparare in breve tempo i danni causati alle molecole (es. danni al DNA causato dagli UV), mentre in stato anidro i danni si accumulano ed una volta riattivati gli animali non sono più in grado di ripararli”. Uova abortive e neonati con malformazioni sono stati osservati nelle generazioni ottenute a partire da uova all’inizio dello sviluppo embrionale ed esposte ad alte dosi di radiazioni UV. I danni al DNA causati dai raggi ultravioletti non sono riparati dagli embrioni precoci, mentre sono facilmente riparati dagli embrioni al termine dello sviluppo embrionale e prossimi alla schiusa delle uova. La ricerca è parte di due studi finanziati dal Programma Nazionale Ricerche in Antartide (MIUR) condotti da ricercatori della nostra Università: “Risposte adattative fisiologiche, biochimiche e trascrittomiche all’aumento delle radiazioni ultraviolette e della temperatura in organismi della meiofauna antartica: un cammino dai geni all’organismo” e “Storia evolutiva e filogeografica degli organismi antartici e risposte degli ecosistemi a variazioni climatiche ed ambientali”.